Un colpo importante è stato inferto al clan camorristico dei casalesi che opera nel modenese. Un'operazione dei carabinieri ha portato stamattina al fermo di sei persone accusate di essere affiliate al clan e di esercitare il controllo degli appalti nei cantieri edili della provincia di Modena. L'organizzazione fa capo al boss Raffaele Diana, 55 anni di San di Cipriano d'Aversa (Ce), attualmente latitante.
I carabinieri sono arrivati al fermo dei camorristi dopo il ferimento, avvenuto l'8 maggio del 2007, di Giuseppe Pagano, un imprenditore casertano che abitava da diversi anni in provincia di Modena.
Pagano ebbe il coraggio di deporre in udienza l'estorsione di cui era stato vittima. Per questo era stato poi gambizzato con quattro colpi di arma da fuoco.
Dopo l'arresto immediato dei quattro esecutori materiali, ora sono arrivati i fermi dei mandanti: Enzo e Armando Abatiello, Mario Diana, Nicola Natale, Luigi Noviello e Felice Pagano, tutti appartenenti al clan dei casalesi.
Resta ancora latitante Raffaele Diana che, dopo la cattura nel giugno del 2005 di Giuseppe Caterino, è divenuto il capo zona per il clan della provincia di Modena. Ai microfoni di Libera Radio, la Pm Lucia Musti, della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. (1 aprile 2008)
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A Carmine Petralia, coordinatore per il Centro Italia della Dna, abbiamo chiesto quali sono gli obiettivi dell'organizzazione criminale.
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