Non si può comprendere appieno il fenomeno criminale che sconvolge la pacifica convivenza della popolazione e macchia di sangue le strade di Napoli, senza risalire alle sue origini. Queste trovano un punto di snodo nella vicenda narrata da Luigi Compagnone in Mater Camorra , uscito in prima edizione nel 1987, vent’anni prima del bestseller Gomorra di Roberto Saviano, di cui rappresenta il più autorevole precursore. Quello messo in luce nel corso del processo di Viterbo (1911-1912) per l’omicidio dei coniugi Cuocolo fu un groviglio di corruzione e di violenza che coinvolse non solo gli imputati, ma gli stessi rappresentanti della legge, raccontato con un rigore che ricorda il migliore Sciascia “illuminista” ma intriso di un furore polemico che è solo di Compagnone. Ne abbiamo parlato con il curatore della riedizione, Toni Iermano. (16 aprile 2008)
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