L'etica libera la bellezza. Riscattare la bellezza, liberarsi dalle mafie, è lo slogan che ha accompagnato la Giornata, durante la quale si sono incontrati a Napoli oltre 500 parenti delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3000 familiari. "Siamo qui a Napoli - ha detto don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - per valorizzare il positivo. Dimostrare che c'è un'Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa solo a sopravvivere ma che vuole vivere, che lotta e s'impegna per affermare la libertà e la dignità di tutti".
Il corteo di 150mila persone, per lo più giovani giunti da tutta la Penisola e da diversi Paesi europei, ha attraversato il lungomare di via Caracciolo per giungere a Piazza Plebiscito. Durante la marcia e sul palco, dove è apparso anche Roberto Saviano, sono stati letti, ininterrottamente, i nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie: semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali Da questo terribile elenco mancano tantissime altri nomi, impossibili da conoscere e contare. Perché i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: quelle del lavoro e del caporalato, della tratta degli esseri umani, del traffico degli stupefacenti, dello sfruttamento della prostituzione, del traffico delle armi e quelle uccise dalla camorra dei rifiuti.
Guarda il video con l'intervista del nostro inviato a Napoli a Don Luigi Ciotti e la gallery fotografica della manifestazione.